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Venezia da brivido: leggende di spiriti e fantasmi

Venezia da brivido: leggende di spiriti e fantasmi

Settembre 2021

Oggi vi presentiamo Venezia in una veste del tutto inaspettata, oscura e misteriosa. Non tutti sanno che calli, campi e campielli sono teatro di molte leggende e storie da brivido che vengono tramandate da decenni, in cui spettri e fantasmi sono i protagonisti.

Preparatevi a guardare Venezia con occhi diversi e a conoscere una città avvolta in un’aura di grande mistero. Abbiamo già raccontato la storia del fantasma della Biennale nel post Venezia misteriosa: alla scoperta di miti e leggende, ma abbiamo atteso l’autunno per questo articolo, completamente dedicato alle leggende da brivido. A proposito: avete mai pensato di trascorrere Halloween a Venezia?

Proseguendo nella lettura scoprirete che la città ha tutte le carte in regola per essere la destinazione perfetta per questa ricorrenza.

Ca’ Mocenigo

Questa storia è ambientata a Ca’ Mocenigo, situata in campo San Samuele, ed il protagonista è Giordano Bruno. Oltre che filosofo, Bruno era un grande appassionato di occulto ed esoterismo. Si narra che, proprio in virtù di questa fama, venne invitato in città da Giovanni Mocenigo, il quale coltivava da tempo l’ambizione di apprendere le arti magiche.

Mocenigo però, non notando alcun miglioramento nelle sue abilità, indignato decise di denunciare il suo mentore per blasfemia alle autorità veneziane. A quel punto il destino di Bruno era segnato: venne arrestato, estradato a Roma e, infine, condannato al rogo sulla pubblica piazza.

Da quel momento si racconta che il suo fantasma si aggiri nel palazzo, manifestando la sua presenza sempre tramite eventi, apparentemente inspiegabili, legati in qualche modo all’acqua (la stessa acqua che avrebbe potuto spegnere il suo rogo).

Allagamenti e guasti alle tubature sono frequenti e i rubinetti sembrano attivarsi da soli. C’è addirittura chi sostiene di avere avvistato il fantasma, affacciato al balcone della camera in cui soggiornò.

Casino degli Spiriti

Una tappa ideale per il vostro halloween a Venezia? Senza dubbio il Casino degli Spiriti a Cannaregio, lungo le fondamenta Gasparo Contarini. Si tratta in realtà della dependance di Palazzo Contarini dal Zaffo, ritenuta, fin dal Cinquecento, covo di spiriti e spettri.

La leggenda narra che il fantasma più famoso sia quello del pittore Luzzo che, proprio in quegli anni, era solito incontrarsi nel palazzo con altri nomi molto noti, come Giorgione e Tiziano. Luzzo morì però suicida a causa dell’amore non corrisposto che provava verso Cecilia, amante del Giorgione.

Sarà per la collocazione isolata e per la posizione particolarmente adatta ad incanalare i suoni del vento e della risacca, ma il rumore che si può udire in questa zona assomiglia a volte ad un lugubre ululato. Come se non bastasse, alcuni veneziani assicurano di aver visto delle strane luci ad intermittenza nei pressi del palazzo.

Che ne dite, andiamo a verificare?

L’isola infestata di Poveglia

Il caso di Poveglia è, probabilmente, uno dei più famosi e anche inquietanti. Pensate che questa piccola isola, collocata nel bel mezzo della laguna sud di Venezia, ha acquisito fama persino tra i più appassionati ghost hunters americani. C’è chi la definisce, addirittura, l’isola più infestata al mondo. Vediamo perché…

Nel Settecento Poveglia è diventata un lazzaretto, ovvero un luogo di ricovero per i malati, soprattutto quelli di peste. Il trasferimento a Poveglia era segnale di morte ormai certa e quindi momento di grande rassegnazione . Basti pensare che i corpi venivano addirittura bruciati tra i vigneti dell’isola. Proprio in quegli anni iniziarono a diffondersi storie da brivido sui fantasmi delle vittime della peste, qui decedute.

Come se non bastasse, nel 1922 venne eretto sull’isola uno strano edificio, definito in alcuni archivi storici un ricovero per anziani. Vari indizi confermano però che la funzione fosse ben diversa e che si trattasse, a tutti gli effetti, di un ospedale psichiatrico.

La leggenda narra che sui pazienti venissero sperimentate pratiche del tutto crudeli ed illegali, come la lobotomia. Pare anche che il responsabile del reparto di psichiatria, impazzito dopo aver assistito a tali barbarie, si suicidò gettandosi dal campanile dell’isola.

Pensate che al giorno d’oggi Poveglia è lasciata in uno stato di totale abbandono e che è ufficialmente chiusa al turismo. È possibile visitarla solo con un permesso speciale o raggiungendola con un’imbarcazione privata. Le poche persone che hanno avuto occasione di vagare per l’isola confermano di aver trovato un’atmosfera macabra e surreale e di aver assistito più volte a fenomeni inspiegabili o di aver udito suoni inquietanti.

E voi, lo fareste un giro a Poveglia?

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